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In 10.000 per Open Factory: scoprire le fabbriche è diventato un fenomeno Cult

Sono stati più di 10.000 i visitatori che ieri pomeriggio hanno partecipato a Open Factory, il più grande opening di turismo culturale manifatturiero realizzato in Italia – promosso da VeneziePost con Fondazione Nord Est, curato da Goodnet con il patrocinio delle Confindustrie e Confartigianato del Veneto e del Friuli Venezia Giulia e la main partnership di Quanta Group – che ha coinvolto 50 aziende delle Venezie, da Verona a Trieste. Una manifestazione che si è rilevata uno straordinario successo e che ha segnato un punto di svolta nel rapporto tra cultura e manifattura del nostro Paese.

Fin dalle prime ore del pomeriggio di ieri il pubblico ha cominciato ad affollare i capannoni delle aziende partecipanti, registrando punte di un migliaio di visitatori alla Lago e alla Centrale Enel di Nove di Vittorio Veneto; oltre 500 persone alla Nice, da Poli Distillerie e Unox; e, ancora, centinaia di presenze da Alifax, Bonotto, Brovedani Group, Came, De Castelli, Fraccaro, Interporto di Padova, Magis, Museo del Gioiello, Orion Valves, Paoul, Pianca, RealCable, Seguso Vetri d’Arte; grande affluenza anche ai talk con scrittori e studiosi che si sono tenuti da Adacta, I Magredi, Irinox, Keyline. Hanno inoltre registrato il tutto esaurito i tour di Aeroporto di Venezia, Interporto di Pordenone e Porto di Venezia, le degustazioni e visite guidate di Adelia Di Fant, Birra Antoniana, La Giardiniera di Morgan,  Distilleria Fratelli Brunello, Fedon, Morello Service, Divisione Tesan di EBM, L’Oca Bianca ed Altre Storie; affollatissimi anche i workshop promossi dai laboratori artigiani come Anna Viero, Artigianato d’Arte, Atelier Marega, Il Ricamificio, Distilleria Li.Di.A, Federica Casanova, Glass Made, Fallani Venezia, Il Forcolaio Matto, Legatoria Moderna, Luigi Bevilacqua, Nicki Colombo, Torneria SCM e Venetian Dream. I social network sono diventati terreno di narrazione da parte di migliaia di visitatori, tanto che si stima siano stati circa 100.000 le sole visualizzazioni su Facebook.

Visitatori provenienti da ogni parte d’Italia per vedere con i propri occhi come si producono mobili di design ma anche valvole per l’industria petrolifera, automazioni per cancelli o apparecchiature biomedicali, laboratori artigiani e infrastrutture logistiche. Fin dalle prime ore del pomeriggio di ieri, un variegato mondo fatto di professionisti, famiglie con bambini e semplici curiosi provenienti principalmente dal Veneto e dal Friuli Venezia Giulia, ma anche da Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Marche e perfino Puglia.

“Siamo estremamente soddisfatti per l’esito della manifestazione – dichiara Antonio Maconi, il curatore di open Factory – soprattutto perché è stato un lavoro corale svolto assieme ai promotori e alle aziende che hanno aderito. Siamo certi che dopo questa prima entusiasmante esperienza Open Factory potrà diventare laboratorio stabile di turismo culturale manifatturiero, anche per far crescere una cultura imprenditoriale che ha sempre più necessità di raccontarsi con forme innovative non solo nel proprio territorio ma anche nei propri mercati”.

Da parte sua Stefano Micelli, direttore scientifico della Fondazione Nordest e ispiratore culturale di Open Factory ha voluto sottolineare che “l’interesse e la partecipazione alla manifestazione dimostrano una nuova sensibilità verso la manifattura italiana di qualità. Le imprese stanno imparando a raccontarsi in modo nuovo, suscitando l’interesse di un numero sorprendente di visitatori. Su questo terreno il Nord Est può essere l’apripista di un progetto a scala nazionale”.