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Il piacere della tavola non si ferma. Sabato 31 ottobre e domenica 1 novembre 30 Fabbriche del Gusto aprono le porte per WeFood

Se c’è un settore che ha reagito meglio di altri alla crisi dei mesi scorsi questo è l’agroalimentare. E dentro questo comparto a prevalere è il Wine & Food di alta qualità, di cui il nostro Paese è diventato negli anni sempre più punto di riferimento internazionale.

Certo, la ristorazione ha patito e sta patendo molto questa difficile situazione, ma, anche all’interno di questa nicchia, si deve distinguere tra la ristorazione di eccellenza che, ad eccezione delle metropoli e delle città d’arte, ha ripreso con ottimi risultati, e chi invece opera nella ristorazione legata ai luoghi di lavoro.

Il tema che si è imposto a tutti i livelli è stata la capacità di continuare a produrre o a consumare in ambienti dove siano stati garantiti spazi, distanziamento e sicurezza igienico sanitaria.

Proprio per questi motivi, WeFood, la manifestazione che ogni anno apre le porte ai visitatori delle “Fabbriche del Gusto”, acquista un valore particolare. Grazie a partner come Grana Padano, Lattebusche, Rigoni di Asiago, Berto’s, Agugiaro & Figna, e con il sostegno in alcune regioni di realtà come La Strada del Vino e dei Sapori del Friuli Venezia Giulia, sabato 31 ottobre e domenica 1 novembre sarà possibile visitare 30 tra le migliori cantine, distillerie, produzioni di birre artigianali, caseifici, salumifici, laboratori di cioccolato e dolci tipici, produttori di paste alimentari e di farine sparsi tra l’Emilia, il Veneto, Il Trentino e il Friuli Venezia Giulia.

Visite guidate, laboratori, showcooking e degustazioni permetteranno ad un vasto pubblico, limitato negli accessi da stringenti misure di sicurezza, di cogliere i segreti delle produzioni di qualità. Una scelta, quella di realizzare gli incontri in sicurezza e in presenza, che tende a dare concreta dimostrazione tutti, anche di come la filiera agroalimentare sia oggi talmente sicura da superare ogni tipo di esame igienico e sanitario.

Considerando il numero limitato di posti a disposizione le prenotazioni per visitare le Fabbriche del Gusto sono già state numerose, indice che, garantendo la sicurezza il pubblico sta apprezzando la possibilità di entrare nel vivo dei luoghi produttivi e scoprire i segreti di prodotti che contribuiscono al piacere della tavola. Per prenotare le visite tutte gratuite, è sufficienti consultare il sito www.wefood-festival.it

La manifestazione è promossa da ItalyPost, con la collaborazione per il triveneto della Guida Venezie a Tavola.

Veneto terra di sapori, tra cantine, pasta, formaggi e distillati

Partendo dal Veneto, i visitatori avranno a disposizione tantissime tappe per scoprire i prodotti di eccellenza del territorio. In particolare, gli amanti del vino avranno l’occasione di entrare in cantine e aziende vitivinicole che fanno della valorizzazione dei vitigni autoctoni la loro missione. È il caso di ioMazzuccato, azienda vitivinicola di Breganze, ai piedi dell’altopiano di Asiago, che dispone di 25 ettari di vigneti in collina, tra Cabernet e Merlot, l’autoctono Vespaiolo, Pinot Bianco, Pinot Grigio, Chardonnay e Carmenere. Sempre nel vicentino, a Costabissara, aprirà le sue porte anche Cantina Ongaresca, la cui filosofia si fonda sull’equilibrio tra rispetto per il territorio e innovazione: con 11 ettari di vigneti e una produzione di 35mila bottiglie, la cantina offre una gamma selezionata di prodotti, dal Merlot al Pinot Grigio delle Venezie, dal Sauvignon allo spumante. Anche in provincia di Verona apriranno le loro porte delle pregevoli realtà, come la Cantina F.lli Zeni, a Bardolino, la cui storia risale addirittura al 1870: da allora il legame con la terra, la forte passione per la vigna e l’attitudine al commercio vengono perseguiti di generazione in generazione. Altro grande protagonista del veronese è il Valpolicella e sarà presentato dalla Società Agricola Eleva collocata in luogo magico a 300m sul livello del mare. Nel padovano nel cuore del Parco Regionale dei Colli Euganei presso l’Azienda Agricola Maeli si potrà, invece, degustare il pregiato Moscato Giallo Fior d’Arancio, declinato in cinque versioni differenti. Infine, per aggiungere un po’ di dolcezza, Tenuta San Giorgio con Ciottoli del Piave propongono una duplice attività: una visita guidata alla cantina di Tenuta San Giorgio con visita allo spazio degustazione, e a seguire una visita guidata dal titolo “Dolcezze del Piave” dove verrà presentato il tipico dolce di San Martino.

Per chi preferisce “salire un po’ di grado”, sarà possibile poi visitare l’Antico Laboratorio San Giuseppe, un piccolo liquorificio artigianale situato presso Villa Angaran San Giuseppe dei Padri Gesuiti a Bassano del Grappa (Vicenza), dove potrà scoprire i segreti degli amari, dei liquori e degli infusi d’erbe prodotti “come una volta”. Sempre in provincia di Vicenza, a Costabissara, aprirà le sue porte anche l’antica Distilleria Schiavo, fondata nel 1887 e condotta di padre in figlio per cinque generazioni. Qui il visitatore potrà scoprire la distilleria e il museo aziendale e degustare una grappa di nicchia di altissima qualità.

Ma le Fabbriche del Gusto che apriranno le loro porte in Veneto non proporranno solo vini e distillati. Spostandosi in provincia di Padova, si potrà poi scoprire la realtà del giovane pastificio artigianale biologico VisVita di San Martino di Lupari, che racconterà l’arte di fare la pasta con un occhio alla qualità e alla sostanza: per i suoi prodotti, infatti, utilizza solo una farina ricca di vitamine e minerali ottenuta da cereali italiani macinati a pietra. Mentre da Berto’s, a Tribano, uno dei simboli del food equipment made in Italy, propone uno showcooking a cura della chef Erika Coromer (Cuoca Paglia) dal titolo “Rivisitazione dell’oca in onto con polenta biancoperla al tartufo autunnale, terra di zucca e chips di topinambur” che verrà realizzato attraverso l’uso delle attrezzature Berto’s.

In Trentino alla scoperta della birra artigianale

Spostandosi in Trentino, gli amanti dei gusti autentici avranno l’opportunità di scoprire alcune realtà di eccellenza, come il Birrificio Bionoc’ di Mezzano di Primiero (Trento), nato nel 2012 per diffondere la cultura della birra artigianale attraverso lo sviluppo di prodotti di alta qualità e rispettosi delle materie prime. Tutte le birre prodotte non sono pastorizzate né filtrate per non alterarne le proprietà organolettiche. Inoltre, tutta la fase produttiva è particolarmente sensibile alla salvaguardia dell’ambiente: si tratta infatti di uno dei pochi birrifici in Italia ad essere alimentato esclusivamente da energia proveniente da fonti rinnovabili.

Immerso nel verde della Valle S. Felice, nel cuore della Val di Gresta, si trova Naturgresta, caratterizzata da due laboratori certificati: l’opificio e il laboratorio erboristico. Le visite previste sono volte alla conoscenza delle erbe e ai metodi di lavorazione, artigianali, per la loro trasformazione. Sempre in Val di Gresta aprirà le porte l’Azienda Agricola Artigiana Ivo Gelmini, con un’estensione di 8 ettari dove vengono coltivati in prevalenza ortaggi. Durante la visita sarà offerta ai visitatori la possibilità di conoscere la storia dell’azienda e il funzionamento della filiera.

In Friuli Venezia Giulia un weekend di dolci tradizioni

Proseguendo il viaggio alla scoperta del gusto, ci si potrà spostare in Friuli Venezia Giulia, dove sarà possibile addentrarsi nei segreti della tradizione dolciaria regionale: a San Daniele del Friuli, in provincia di Udine, infatti, la cioccolateria artigianale Adelia Di Fant svelerà tutti i segreti del cacao, facendo vedere dal vivo la lavorazione del cioccolato e la sua trasformazione in tavolette, praline e crema spalmabile. Ma nel laboratorio artigiano le sorprese non sono finite: i visitatori potranno anche scoprire tutta la linea di distillati prodotti “come una volta”, dalle grappe agli amari alle erbe, dai liquori alla frutta sotto spirito. E se si vorrà proseguire con la degustazione delle grappe del territorio, spostandosi a Nimis (Udine), si potrà conoscere da vicino l’antica Distilleria Ceschia, che, pur essendo entrata a far parte del grande Gruppo Molinari, continua a utilizzare il metodo di distillazione artigianale. Simbolo della tradizione dolciaria delle Valli del Natisone è la gubana e la si potrà scoprire nell’azienda famigliare Dorbolò Gubane, giunta ormai alla gestione della terza generazione. Seguendo la ricetta originale della fondatrice i dolci vengono preparati con una pasta dolce lievitata e farcita di noci, uvetta e pinoli, ai quali si possono aggiungere a piacimento mandorle, cubetti di arancio e nocciole, il tutto amalgamato con zucchero, liquori, sale, limone e vaniglia. Gli appassionati di birra artigianale, invece, potranno sbizzarrirsi al Birrificio Foràn, a Castions di Strada, in provincia di Udine. Flavio e Ivano Mondini, titolari dell’omonima azienda agricola che la famiglia porta avanti da generazioni, hanno da poco concluso un percorso che li ha portati a trasformare l’orzo da loro coltivato in prodotto finito, la birra. Dopo una prima esperienza di maltazione e birrificazione con la rete Asprom e i corsi per imprenditori della birra dell’Università di Udine, i tempi sono stati maturi per avviare la produzione in proprio e da marzo 2019 è attivo l’impianto da 5 ettolitri, da cui escono ad oggi cinque diversi tipi di birra. Per coloro che invece preferiscono il vino potranno visitare l’Azienda Agricola Zidarich, nel cuore del Carso Triestino, a Duino Aurisina dal 1988. Verrà presentato l’intero processo produttivo vitivinicolo in un luogo suggestivo, quale la cantina Zidarich di 5 piani e interamente scavata nella roccia.

Tappa in Emilia-Romagna, tra latte e formaggi

Ma il tour alla scoperta delle Fabbriche del Gusto non è ancora finito. Da non perdere infatti sono le realtà della terra emiliano-romagnola, ricca di prodotti tutti da gustare. Si parte con il Caseificio Borgonovo, nella piccola frazione di Monticelli d’Ongina, in provincia di Piacenza, che dal 1978 produce ricotta, Grana Padano e “Cacio del Po”, formaggio dal gusto tipico del territorio: una vera e propria istituzione nei sistemi di lavorazione tradizionali dei prodotti caseari. Il tour si conclude in provincia di Parma, a Zibello, con l’Azienda Cacciali Graziano che oltre alla produzione di formaggio, aderisce al Consorzio di Tutela del Culatello di Zibello DOP.

Gli showcooking

Anche per questa edizione di We-Food sono stati invitati alcuni dei più importanti chef della guida Venezie a Tavola per showcooking presso i seguenti ristoranti: Hotel Ristorante Aldo Moro con la chef Silvia Moro, Valbruna con lo chef Davide Tangari, Trattoria Laguna di Alvise Ballarin con lo chef Alvise Ballarin, L’Artigliere con lo chef Davide Botta. Tutti gli showcooking avranno come tema centrale le farine del partner Molino Agugiaro & Figna e verranno interpretate in vari modi dai protagonisti degli eventi.

Come partecipare

Tutti possono partecipare a WeFood e tutti gli eventi di WeFood sono a ingresso libero: è solamente richiesta, per ragioni organizzative e di sicurezza, la prenotazione alle visite e agli eventi di proprio interesse sul sito internet www.wefood-festival.it, in corrispondenza di ciascuna azienda visitabile.

Le dichiarazioni dei promotori e partner

Filiberto Zovico, fondatore di ItalyPost e promotore di WeFood: «Un tema che si è imposto in questi ultimi mesi, dopo che siamo usciti dalla fase di quello che viene chiamato l’overtourism, è la valorizzazione di realtà definite un tempo marginali per il settore turistico. Aprire le Fabbriche del Gusto, come noi le chiamiamo, collocate in paesaggi splendidi del nostro Paese, è dunque una operazione che non solo punta alla valorizzazione di prodotti enogastronomici di eccellenza, ma soprattutto a favorire quella forma di turismo culturale enogastronomico che è la formula che si è rivelata vincente per WeFood. E se questo era vero per il passato, tanto più lo è per questo difficile presente e lo sarà per i prossimi anni».

Lucio Gomiero, direttore generale PromoTurismoFVG: «Quello che propone il format di WeFood, cioè l’accoglienza turistica nelle aziende enogastronomiche, è un elemento sempre più importante nel settore del turismo e continuerà a esserlo anche prossimamente, in particolare per turisti privati o piccoli gruppi che decidono di abbinare la proposta food&wine alla scoperta del territorio. Il progetto della Strada del Vino e dei Sapori del Friuli Venezia Giulia, la nostra “Route 63”, in questo senso è un esempio virtuoso e a oggi raccoglie più di 400 aderenti: da anni accompagna l’enoturista a conoscere vigneti, coltivazioni, allevamenti, aziende agricole, strutture ricettive, ristoranti, enoteche, produzioni tipiche di qualità, svelandone la grande varietà e le molte biodiversità. Per PromoTurismoFVG, inoltre, collaborare con Italy Post significa lavorare su un mercato di prossimità importante come il Veneto, che da sempre consideriamo strategico in termini turistici».

Renato Zagini, presidente Consorzio Grana Padano: «Aprire i caseifici del Grana Padano, il formaggio DOP più consumato al mondo, è una scelta di speranza che condividiamo nel Programma WeFood, rinnovando la partnership con “Venezia a Tavola”. Nel rispetto del DPCM anti Covid i visitatori vivranno l’occasione unica di vedere nascere una forma, rito millenario nella pianura del Po e che il lockdown non ha fermato. Per garantire ad ogni consumatore un tesoro di qualità garantita, proprietà nutritive e gusto, dando alla vita un sapore meraviglioso». 

Andrea Rigoni, presidente Rigoni di Asiago: «La nostra vocazione, ieri come oggi, è quella di offrire prodotti biologici, buoni per l’uomo e per l’ambiente. Abbiamo un legame profondo con il territorio che, da sempre, ci impegniamo a favorire e sostenere. Per questo, siamo felici di essere anche quest’anno partner di un’importante manifestazione come WeFood, la quale promuove le realtà e le eccellenze enogastronomiche del nostro Paese».

Matteo Bortoli, responsabile Marketing Strategico e Comunicazione Lattebusche SCA: «Lattebusche è una moderna azienda, nata nel 1954, che da sempre produce nel pieno rispetto del territorio, fonte della propria materia prima, il latte, che proviene esclusivamente dalle aziende agricole dei propri Soci produttori. Oltre alla protezione della filiera produttiva, l’impegno è stato sempre quello di garantire il consumatore con elevati standard qualitativi e igienico-sanitari, investendo negli impianti e sviluppando numerosi e rigorosi controlli lungo tutta la filiera».

Dal 10 al 13 settembre torna a Vicenza (dal vivo e in digitale) il Festival Città Impresa

Le strategie da mettere in atto per tornare a crescere dopo l’annus horribilis del coronavirus. Sarà questo il focus della 13^ edizione del Festival Città Impresa, luogo di dibattito nazionale sulle questioni chiave dell’economia e della società contemporanea, che da giovedì 10 a domenica 13 settembre torna a Vicenza, sei mesi dopo la sua programmazione originaria per ovvi motivi sanitari, ma con in cantiere una serie di importanti novità. Prima tra tutte, la direzione dell’appuntamento, per la prima volta nelle mani di Raffaella Polato, inviato speciale de L’Economia del Corriere della Sera.

Promosso da ItalyPost, L’Economia del Corriere della Sera e Comune di Vicenza, in collaborazione con la Commissione Europea, il sostegno di Intesa Sanpaolo e Lago in veste di main partner e a cura di Goodnet Territori in Rete, il Festival farà il punto sugli enormi cambiamenti che stanno investendo l’economia reale e finanziaria in questo difficile 2020, radunando a Vicenza esperti, opinion maker, ben 30 imprenditori Champion – rappresentanti di quelle aziende al centro dell’indagine condotta da ItalyPost e L’Economia del Corriere della Sera sulle imprese che hanno battuto la crisi e che continuano a crescere nonostante la difficile congiuntura – per una tre giorni nella quale interverranno oltre 120 relatori in circa trenta eventi.

Il Festival, nato con l’obiettivo di innescare il dibattito sulle questioni chiave dell’economia instaurando una relazione più diretta tra imprenditori e territorio, quest’anno ha dovuto rimodulare i suoi temi alla luce dei cambiamenti innescati dall’emergenza sanitaria. L’appuntamento si configura dunque come una prima grande occasione per riflettere dal vivo sulle strategie da adottare e sulle sfide da cogliere in questa complicata fase della vita economica e sociale del Paese.

Una delle sfide chiave in questo momento è legata al mondo della formazione, delle competenze e della valorizzazione delle risorse umane, e proprio di questo si discuterà nell’evento di anticipazione del Festival, giovedì 10 settembre nella sede di CUOA Business School ad Altavilla Vicentina, dove Gaetano Manfredi, ministro dell’Università e della Ricerca, affronterà i temi relativi alla formazione nell’incontro dal titolo “Curare il capitale umano”.

La tre giorni vicentina prenderà ufficialmente il via venerdì 11 settembre a Palazzo Chiericati, dove il dibattito vedrà tra i suoi protagonisti Giuseppe Bono, amministratore delegato Fincantieri e presidente Fondazione Nord Est, Lucia Aleotti consigliere di Menarini Group e Andrea Pontremoli, amministratore delegato e direttore generale Dallara, e verterà su un tema di assoluta attualità: “Perché è il momento di investire in Italia”.

I tre giorni di dibattito proseguiranno poi con numerosi confronti che avranno come tema centrale le strategie di ripartenza per le imprese, individuate nella sfida della digitalizzazione e del 4.0, nella sostenibilità come fattore competitivo, nella formazione continua e nella semplificazione dei processi, ma si parlerà anche di rapporto tra Stato e imprese e del decisivo tema dell’erogazione dei fondi europei a sostegno dell’economia.

A discutere di tali questioni chiave saranno presenti numerosi esponenti del mondo di Confindustria, primi tra tutti Maria Cristina Piovesana, neo vicepresidente nazionale e Carlo Robiglio, presidente nazionale di Piccola Industria, ma anche Luciano Vescovi, presidente Confindustria Vicenza, Antonio Calabrò, direttore Fondazione Pirelli e vicepresidente Assolombarda e Confindustria Torino, e Fabio Storchi, presidente Unindustria Reggio Emilia.

Ma i protagonisti saranno soprattutto gli imprenditori, che si confronteranno sul futuro dell’economia in numerosi panel: tra gli altri ci saranno Alberto Bombassei, presidente Brembo, Enrico Marchi, presidente Save, Davide Bollati, presidente Davines, Antonella Candiotto, presidente Galdi, Diego Bolzonello, amministratore delegato Scarpa, Federico Visentin, presidente e amministratore delegato Mevis e presidente CUOA Business School, Daniele Lago, amministratore unico Lago, Massimo Carboniero, presidente UCIMU – Sistemi per produrre, Corrado Peraboni, amministratore delegato Italian Exhibition Group.

A Vicenza saranno presenti anche i grandi nomi del dibattito economico e politico, a partire dal Ministro per il Sud e la coesione territoriale Giuseppe Provenzano e Giancarlo Giorgetti, vicesegretario federale Lega e già sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. Ci saranno inoltre Aldo Bonomi, sociologo Aaster,  Marco Bentivogli già segretario della Fim Cisl, il suo successore Roberto Benaglia, il direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana,  il sociologo Ilvo Diamanti, Francesco Giavazzi, docente di Economia politica all’Università Bocconi, Francesco Daveri, dell’Università Bocconi, Silvia Merler, responsabile della ricerca di Algebris,  Stefano Micelli, docente di Economia e gestione delle imprese all’Università Ca’ Foscari Venezia e presidente Progetto Manifattura Milano, Lorenzo Bini Smaghi, presidente Société Générale, già membro del comitato esecutivo BCE Ermete Realacci, presidente Fondazione Symbola, Pietro Ichino, docente di Diritto del Lavoro Università di Milano e autore de L’intelligenza del lavoro (Rizzoli), Gregorio De Felice, economista, nonché giornalisti, docenti, esperti e opinion makers, Franco Mosconi, docente all’Università di Parma, Veronica De Romanis, docente alla Luiss. Ospite d’eccezione sarà Vittorio Colao che interverrà probabilmente in video (per le difficoltà relative agli spostamenti internazionali) ma che non ha escluso di riuscire ad esserci in presenza.

Interverranno anche i primi cittadini delle due città che ospitano a pochi mesi di distanza le diverse edizioni del Festival Città Impresa, cioè Bergamo con Giorgio Gori e Vicenza con il sindaco Francesco Rucco, nonché i presidenti di Confartigianato e Cna, protagonisti di due eventi dedicati al mondo della piccola impresa.

Le sezioni tematiche: lean management e finanza con 30 imprenditori champion da tutta Italia

La kermesse da quest’anno, come si diceva, ha in serbo delle importanti novità: infatti, per la prima volta affiancherà ad una parte generale di eventi con i grandi nomi del dibattito economico e del mondo delle imprese anche due sezioni tematiche, ciascuna composta da cinque incontri, che si svolgeranno tra il pomeriggio di venerdì 11 settembre e l’intera giornata di sabato 12 settembre. La prima sezione, organizzata in partnership con auxiell, sarà dedicata al mondo del lean management e dei processi organizzativi, con imprenditori come Gilda D’Incerti, ad di PQE group, Nicola Michelon, ad di Unox, Eraldo Peccetti, presidente Colines, Andrea Bolla, ad Vivigas Energia, Luca Mantovani, ad Eigenmann & Veronelli, Marco Moro, presidente Morocolor, Massimo Nerenesini, ad Sicit Group, Leopoldo Destro, ad Aristoncavi, Giuseppe Presotto, ad Arblu, Marco Mantellassi, ad Manteco, Luca Vignaga, ad Marzotto Lab e Marco Sanavia, amministratore delegato Pal Zileri – Forall Confezioni La seconda sezione, organizzata in partnership con Equinox, sarà invece dedicata al tema della finanza, con imprenditori come Federico De Stefani, presidente e ad Sit, Antonello Marcucci, presidente UmbraGroup, Nicoletta Azzi, ad Panguaneta, Oscar Marchetto, presidente Somec, Francesco Nalini, ad Carel industries, Enrico Berto, ad Berto’s, Otello Dalla Rosa, ad Euromeccanica Group, Stefano Bertoli ad Quid Informatica, Michele Cei, ad Seavision, Carlo Caserini, presidente KFI e Filippo Girardi, presidente Midac.

La conclusione dedicata ai protagonisti del futuro 

La domenica pomeriggio il Festival si chiude con due eventi fortemente evocativi. Il primo, dedicato al ruolo e alla crescente forza delle donne nei diversi ambiti professionali, prenderà le mosse dal libro di Silvia Zanella “Il futuro del lavoro è femmina” (Bompiani). Il secondo vedrà protagonista il giovanissimo Antonio Nicoletti del gruppo di economisti  suoi coetanei che si sono raccolti nel gruppo “Tortuga” che hanno prodotto il libro, edito da Egea, “Ci pensiamo noi”.

La nuova formula di Festival “Live & Digital”: Prodi, Gentiloni, Bonino

Ma le novità non sono finite. Parallelamente al Festival fisico, “in presenza”, gli organizzatori hanno voluto affiancare una edizione digitale per coinvolgere tutti gli spettatori che per problemi di spostamento non potranno partecipare al lungo weekend vicentino. Verrà così proposta una sezione ad hoc per valorizzare i contenuti e gli ospiti della manifestazione attraverso i suoi canali social. Inoltre, ci sarà una sezione speciale diretta da Dario Di Vico, inviato del Corriere della Sera, con interviste a tre personaggi chiave del dibattito politico ed economico italiano ed europeo come Romano Prodi, Emma Bonino e Paolo Gentiloni.

Il Premio Letteratura d’Impresa

Il Festival quest’anno porta un ulteriore elemento di novità rispetto al passato, ospitando, nella mattinata di sabato 12 settembre, la presentazione della prima edizione del Premio Letteratura d’Impresa. Il concorso, promosso da ItalyPost e CUOA Business School, si propone di favorire la produzione e la diffusione di testi, materiali multimediali e ricerche che raccontino e analizzino la peculiarità del sistema produttivo italiano con la finalità di promuovere una “nuova narrazione” dei sistemi imprenditoriali. La selezione delle opere avverrà tramite tre diversi organi: il Comitato dei Selezionatori, il Comitato Tecnico e la Giuria dei Lettori. La prima edizione del Premio, che verrà presentata a Vicenza da Antonio Calabrò, direttore Fondazione Pirelli, vicepresidente Assolombarda, presidente Musei d’Impresa e presidente del Comitato dei Selezionatori, e da Filiberto Zovico, fondatore di ItalyPost, si chiuderà nel 2021 con la cerimonia di consegna del Premio durante il prossimo Festival Città Impresa di Vicenza, che si svolge tradizionalmente in primavera. 

Informazioni utili

CITTÀ IMPRESA SULLA RETE. Punto di riferimento per aggiornamenti in progress sul Festival Città Impresa è il sito internet, www.festivalcittaimpresa.it, dove è possibile consultare il calendario degli eventi per data, luogo, relatore e sezione, registrarsi agli appuntamenti in programma e creare così il proprio calendario personalizzato. È anche attiva la comunità di Facebook (alla pagina ufficiale https://www.facebook.com/festivalcittaimpresa) e di Twitter (disponibile al profilo https://twitter.com/citta_impresa); hashtag ufficiale della manifestazione #cittaimpresa.

COME PARTECIPARE AGLI EVENTI. Tutti gli eventi sono a ingresso libero. I posti in sala sono limitati: per avere garanzia di accesso, è necessario registrarsi all’evento sul sito www.festivalcittaimpresa.it. Per procedere alla registrazione, scegliere l’appuntamento di proprio interesse all’interno della sezione “Programma” e seguire le indicazioni. In ogni caso, per i registrati online l’accesso in sala è garantito solo presentandosi almeno 10 minuti prima dell’inizio dell’evento; eventuali posti non utilizzati saranno messi a disposizione di chi effettua la registrazione in loco.

Le dichiarazioni dei promotori e partner

Filiberto Zovico, fondatore del Festival Città Impresa e di ItalyPost: «Siamo in una fase difficilissima della vita del nostro Paese, nella quale bisogna convivere con il virus cercando di tornare alla normalità in massima sicurezza. Dopo mesi di lockdown, non vogliamo e non possiamo permettere a pochi irresponsabili che si assembrano senza rispettare le norme di sicurezza, di impedire alla stragrande maggioranza che rispetta le regole, di ritrovarsi in maniera sicura a discutere e confrontarsi su temi strategici del futuro del Paese come vogliamo fare in questa XIII edizione del Festival. Per questa ragione il Festival Città Impresa, così come sta accadendo per altre importanti manifestazioni, si svolgerà principalmente, come si dice oggi, in presenza, in luoghi sicuri e controllati, ma dal vivo. Perché se è pur vero che le nuove tecnologie sono di grande aiuto e ci permettono, come faremo noi stessi trasmettendo tutti gli eventi in una lunga diretta di tre giorni sui canali digitali, di operare da remoto, discutere e confrontarsi a tu per tu tra persone reali è un passo fondamentale per proseguire dentro un quadro di nuova normalità a vivere, studiare e produrre in piena sicurezza».

Francesco Rucco, sindaco e presidente della Provincia di Vicenza: «È un evento importante dopo la pandemia che ha messo a dura prova il mondo del lavoro e che rappresenta ancora un’incognita per il futuro. Il mondo politico ha la possibilità di confrontarsi con le categorie economiche per cercare un rilancio condiviso del comparto produttivo attraverso il dialogo con illustri personaggi dell’imprenditoria, della finanza, del giornalismo e dell’università. Ciò aiuterà a valutare attentamente gli scenari futuri in modo da uscire concretamente da questa crisi».

Federico Visentin, presidente CUOA Business School: «Siamo felici di essere partner di Vicenza Città Impresa anche quest’anno. Stiamo attraversando un momento molto complesso e di grande incertezza, che richiede sforzi notevoli. Come Business School abbiamo la ferma convinzione che si potrà andare oltre la fragilità solo con competenze forti. Lavoriamo incessantemente con persone e imprese per accompagnarle nel loro percorso, per fornire strumenti, metodi, ma anche e soprattutto consapevolezza, la visione giusta per prendere le decisioni, certamente coraggiose, che sono necessarie nei momenti di crisi. Il punto di partenza deve essere la cura e lo sviluppo del capitale umano».

Agostino Bonomo, presidente Confartigianato Imprese Vicenza e Veneto: «La nostra presenza al Festival quest’anno assume un particolare valore. Città e imprese sono, infatti, le due macro dimensioni che devono maggiormente ripensare al loro futuro in chiave nuova. In questo contesto, la strada intrapresa da Confartigianato nella direzione delle nuove tecnologie ha dimostrato che è quella giusta anche per le piccole e medie imprese. Il digitale e il tema della robotica collaborativa e quella “indossabile” (temi oggetto di un approfondimento nel Festival) possono favorire la competitività delle aziende sui mercati domestici e internazionali. Parte integrante di questo processo è la formazione degli imprenditori, dei collaboratori e delle nuove generazioni, quel “capitale umano” che è centrale per lo sviluppo che va ripensato in chiave sostenibile, affinché città e imprese continuino ad essere il fulcro della vita economica e sociale del nostro Paese».

Alessandro Leone, direttore generale CNA Veneto Ovest: «Rinnoviamo la nostra presenza al Festival Città Impresa con un evento che porterà a terra molte riflessioni del dibattito pubblico di queste settimane. In concomitanza con Voice abbiamo scelto di concentrarci sul settore orafo, verso un nuovo progetto di filiera basato sui giovani. Getteremo le basi per replicare anche qui il modello di successo realizzato dal distretto di Valenza Po dalla fondazione “Mani Intelligenti”, che grazie alla sinergia tra grandi brand, imprese locali e istituzioni ha ridisegnato l’intero sistema educazionale del settore».

Daniele Lago, Ceo & Head of Design Lago: «Nel nostro piccolo, come Lago, contribuiamo ad alimentare la comunità di coraggio per uscire da questo momento di stallo. Credo che questa sia un’occasione per ripartire in maniera un po’ più saggia grazie a dei temi che erano già attuali ai tempi pre-Covid e che oggi sono di primaria importanza. La cultura digitale, ad esempio, è un tema che deve riguardare tutte le persone che partecipano all’azienda e non un singolo dipartimento, diventando quindi un tema culturale. Anche la coesione sociale: le imprese e la società sono fatte di esseri umani e c’è bisogno di concertare tutti per produrre valore per raggiungere progresso vero, reale. Non trascurabile infine l’aspetto legato all’ambiente. In questo contesto sono la capacità e la determinazione che ci aiutano a risolvere e ad affrontare tematiche molto complesse. Questa è la ricetta che cerchiamo di applicare tutti i giorni e che, fortunatamente, ci ha fatto tornare già oggi ai livelli degli ordinativi 2019».

Matteo Bortoli, responsabile Marketing Strategico e Comunicazione Lattebusche SCA: «La sostenibilità è da sempre un punto cardine di Lattebusche. Per questo produce nel pieno rispetto del territorio, fonte della propria materia prima, il latte, che proviene esclusivamente dalle aziende agricole dei propri Soci produttori. Oltre alla protezione della filiera produttiva, l’impegno è stato sempre quello di garantire il consumatore con elevati standard qualitativi e igienico-sanitari, investendo negli impianti e sviluppando lungo tutta la filiera produttiva numerosi e rigorosi controlli».

Riccardo Pavanato, partner e amministratore delegato auxiell: «Abbiamo sperimentato sul campo che il lean system è risultata la strategia più adatta ad affrontare questa situazione di difficoltà. Per questo anche quest’anno auxiell affianca il Festival Città Impresa, con cui ha deciso di promuovere la sezione del festival dedicata al sistema lean. L’evento sarà l’occasione per condividere le soluzioni adottate da aziende vincenti prima e durante la crisi grazie all’applicazione di princìpi e tecniche lean, coerentemente con il nostro why Creare esempi, attraverso l’esempio».

Andrea Bovone, partner Equinox Private Equity: «Equinox è una società di Private Equity che investe in società italiane nel segmento mid-market, attraverso operazioni prevalentemente di co-controllo, ovvero assumendo posizioni di maggioranza o minoranza qualificata. L’operatività di Equinox si basa su un approccio fortemente industriale, volto a comprendere le esigenze degli imprenditori e delle imprese partecipate, al fine di formulare le più opportune strategie di crescita e di creazione di nuovo valore economico. Equinox III SIF-SLP è il fondo attualmente in fase di investimento ed ha chiuso il proprio processo di raccolta con una dotazione patrimoniale di oltre 360 milioni di euro di commitments sottoscritti da alcuni tra i maggiori investitori istituzionali italiani ed ha diversi investitori privati e family offices».

Operazione fabbriche aperte: «Imprese vicine al territorio»

di Maria Elena Zanini / Corriere della Sera

L’appuntamento dal vivo è per il 29 novembre, ma ieri, con l’evento Open Factory Lab, c’è stata una anticipazione dell’evento di cultura industriale e manifatturiera, organizzato da L’Economia e ItalyPost che coinvolge imprese e territorio, che apre le porte delle fabbriche al pubblico. «È un momento difficile, ma le imprese stanno provando a reagire — sottolinea Filiberto Zovico, fondatore di ItalyPost —. Per questo è importante far capire quanto sia vitale il fattore “impresa” per l’economia italiana. Ma a farlo devono essere le stesse imprese: gli imprenditori devono raccontare in prima persona il loro lavoro e il loro ruolo sociale».

Nonché il loro cambiamento verso una dimensione più sostenibile, come ha ricordato Toni Volpe, ceo di Falk Renewables. Per Gianfilippo Mancini, amministratore delegato di Sorgenia, il vantaggio straordinario che gli imprenditori italiani hanno «è lo spirito di adattamento, il trovare soluzioni di fronte a problemi nuovi: è giunto il momento in cui a queste qualità si accompagni una crescita dimensionale del mondo delle imprese».

Che le imprese italiane siano per lo più poco capitalizzate è una storia nota «e non è certo colpa della crisi sanitaria», puntualizza Luciano Colombini, alla guida di Banca Ifis. «Se vogliamo trovare uno spunto di miglioramento dalla crisi, è nel senso di una miglior predisposizione delle pmi a fare sistema per crescere e competere sui mercati globali. Noi, anche in questo, siamo pronti a supportare gli imprenditori». Anche nella crescita digitale. Come dice Daniele Lago, ceo e capo design della Lago spa (tra le aziende che apriranno le proprie porte in novembre), «il futuro sarà un esercizio di equilibrio tra fisico e digitale, anche per il design». Altra società che aprirà al pubblico è Labomar, guidata da Walter Bertin che durante l’emergenza ha prodotto e messo a disposizione (gratis) per le forze dell’ordine mascherine e igienizzanti. E ora si ritrova con un nuovo settore di business attivo. Apre le porte anche la Castagna Univel di AlbertoNicolini, leader nella produzione di packaging alimentare con sede a pochi chilometri da Codogno, che ha garantito il confezionamento dei prodotti destinati alle nostre tavole. Le tre aziende non hanno mai smesso di investire in questi mesi: nuovi macchinari, nuovi stabilimenti, in un costante legame col territorio.

Fabbriche aperte: viaggio tra ripresa e solidarietà

di Raffaella Polato / L’Economia del Corriere della Sera, 29 giugno 2020

«Ancora fiducioso», si dirà Daniele Lago, a dispetto delle mille difficoltà attraversate con il lockdown, lo stop forzato dell’azienda, la chiusura dei negozi. «Fiducioso» perché per lui, una delle figure più originali del design italiano e perciò imprenditore simbolo del settore al di là dei volumi di fatturato (40 milioni, con 200 dipendenti), nel post Covid ci sarà ancora più spazio per una nuova idea del vivere e dell’abitare. E, dopo questa esperienza, non ha dubbi: l’intera industria del mobile saprà sfruttare al meglio la rivoluzione digitale che in questi mesi ha cambiato il modo di approcciare le cose.

Storie

Michele Moltrasio di Gabel, a sua volta uno dei brand più conosciuti del comparto cui appartiene comprende i marchi Gabel1957, Somma1867, Vallesusa, Pretti –, racconterà perché la sua azienda è considerata una «sartoria industriale», come la qualità del made in Italy permette di essere competitivi nel mondo della biancheria per la casa. Giuseppe Conti, di Saib, azienda piacentina di Caorso da 123 milioni di euro di fatturato nel 2018 racconterà come perfino sui pannelli truciolari si possa fare innovazione e qualità. E poi, ancora, Alberto Nicolini, amministratore delegato di Castagna Univel, leader nella produzione di packaging alimentare con sede a pochi chilometri da Codogno, prima zona rossa d’Italia: lui, che durante tutta la fase del lockdown ha dovuto lavorare anche il sabato e la domenica per garantire il confezionamento dei prodotti destinati alle nostre tavole, racconterà quale l’importanza abbia avuto in quel periodo difficile tenere aperta l’intera filiera produttiva dell’agroalimentare e di una serie di altri settori. E ancora: Walter Bertin, che con la trevigiana Labomar fa ricerca e produzione di integratori alimentari e dispositivi medici conto terzi (per 57 milioni di ricavi), e la cui storia è un po’ il paradigma delle tante altre che Open Factory 2020 vuole raccontare.

La storia cioè di come, nel pieno dell’emergenza, imprenditori come Bertin abbiano riconvertito parti delle loro fabbriche per produrre e mettere a disposizione gratuita delle forze dell’ordine, che ne erano sprovviste, gel igienizzanti (per esempio, nel caso specifico: in altri si è trattato di mascherine, o di camici e tute usa-e-getta per medici e infermieri). Dopodiché, la scoperta è stata che dalla linea produttiva temporanea-d’emergenza poteva nascere una produzione stabile, da aggiungere a quelle già presenti. La Labomar l’ha avviata. Oggi ha un nuovo settore di business.

Saranno questi imprenditori e queste aziende – in rappresentanza di tante altre che hanno già aderito e stanno confermando la loro partecipazione a Open Factory, l’opening di cultura industrial-manifatturiera organizzato da L’Economia e ItalyPost, in calendario quest’anno per domenica 29 novembre – che domani mattina alle 11, racconteranno in una diretta streaming trasmessa su Corriere.it perché, soprattutto in questo 2020, è importante che ogni imprenditore apra anche solo per mezza giornata le porte della sua azienda al pubblico.

Certo, in una fase come questa dedicare energie a un opening richiede sforzi, coraggio e capacità di visione. Solo i migliori imprenditori possono o riescono a esprimerli nei momenti difficili. Le aziende, tutte, si trovano a fare i conti pesanti difficoltà del mercato, con cali stimati tra il 20% e il 50% nella gran parte dei settori. A ciò si aggiungono le difficoltà tecniche, legate al rispetto delle severe norme di sicurezza che quasi tutte le imprese si sono autoimposte. Ma è proprio perché gli imprenditori hanno chiaro che per crescere, o anche solo per sopravvivere, non serve chiudersi in difesa e bisogna cercare di contrattaccare, che molti di loro stanno accettando la sfida di Open Factory: aprire per dare un segnale all’esterno, far toccare con mano che le fabbriche sono un luogo vitale e sicuro.

Questa edizione di sarà del tutto particolare e diversa da quelle degli anni scorsi, per due motivi. Il primo è che nell’epoca del Covid19 l’idea di andare dentro una fabbrica, seppur per piccoli gruppi, sembra essere contraria a una certa idea di sicurezza. Il secondo riguarda la convinzione che, in un momento di crisi, ci si debba concentrare sul lavoro. Ma è proprio per dimostrare quello che gli imprenditori non hanno smesso di raccontare – e cioè che le fabbriche sono luoghi sicuri – che aprire le porte diventa un gesto di fiducia e trasparenza nei confronti dei cittadini e della comunità.

Open Factory diventerà qualcosa di più di un momento di scoperta e socializzazione del mondo produttivo: sarà un momento di affermazione dell’importanza che le fabbriche svolgono per la vita economica e sociale. Non solo. Perché, se ad aprire saranno imprese di settori assai diversi, dalla metalmeccanica alla chimico-farmaceutica, dall’arredamento alle calzature, ci sarà una sezione speciale dedicata alle aziende che hanno contribuito alla lotta al Covid19. Chi ha fabbricato mascherine o gel, chi tamponi, chi letti di ospedale, o strumentazioni biomedicali. E chi, semplicemente, ha garantito la prosecuzione delle filiere agroalimentare o farmaceutica.

A dimostrazione che le fabbriche non servono solo a produrre lavoro e ricchezza, da redistribuire (o così dovrebbe essere) per pagare servizi pubblici, sanità, scuola, ma anche per garantire che, di fronte ad una emergenza, ci sia chi può fornirci macchinari fondamentali per garantire la nostra salute.

I festival del futuro? Live & Social. La nostra formula per gli eventi culturali dei prossimi anni

Quali scenari si aprono per i festival culturali nell’epoca post-covid19? ItalyPost ha studiato in queste settimane di lockdown la formula per allargare il pubblico dei propri festival, per offrire contenuti ancora più di qualità e per garantire sia l’esperienza di incontro fisico che digitale.
 
Per questo da settembre, quando avranno luogo Città Impresa-Festival dei Territori Industriali (Vicenza, dal 10 al 13 settembre), Trieste Next-Festival della Ricerca Scientifica (25-27 settembre) e Galileo Festival della Ricerca e dell’Innovazione (12-18 ottobre) la formula organizzativa sarà “Live & Social”.
 
In sostanza, i Festival evolveranno garantendo la presenza fisica di pubblico nei limiti che saranno consentiti dalle normative in vigore al momento ma, grazie a riprese altamente professionali, i Festival saranno trasmessi contemporaneamente in diretta su diverse piattaforme digitali che permetteranno anche a chi non potrà entrare in sala o non potesse viaggiare di seguire l’intera manifestazione.
 
A questa modalità, che rappresenta una accelerata evoluzione di quanto in parte si faceva anche in precedenza, saranno affiancati incontri “fisici e conviviali” con i protagonisti (sempre nei limiti delle normative che saranno in vigore al momento) e contenuti speciali ad hoc realizzati per il pubblico che seguirà la manifestazione sui social.
 
La differenza fondamentale rispetto al recente passato – durante il quale i webinar hanno inflazionato la rete fino a far diventare alienante l’esperienza di vivere davanti allo schermo dei pc – è che anche il pubblico che seguirà in via digitale l’evento, potrà vivere le emozioni che solo l’incontro dal vivo con i protagonisti in sala è in grado di trasmettere.
 
“Live & Social sarà una formula che caratterizzerà d’ora in poi tutti le nostre manifestazioni – dichiarano il fondatore di ItalyPost Filiberto Zovico e il curatore Antonio Maconi di Goodnet Territori in Rete – e costituiranno l’innovativo approdo al quale tutti coloro che vorranno essere produttori di eventi divulgativi di contenuti economici, scientifici e culturali si dovranno conformare. Siamo certi che anche le realtà imprenditoriali partner delle nostre manifestazioni apprezzeranno questa innovazione che porterà più pubblico qualificato a festival che già erano di grandissimo successo”.

Spritznews: dal 9 al 30 maggio Alessandra Sardoni e Dario Di Vico commentano i fatti della settimana

Mai come in queste ultime settimane è evidente l’importanza di sapere leggere le notizie, di saper distinguere tra fatti veri e fake news: è per questo che – in occasione dell’edizione 2020 de “Il maggio dei libri” – ItalyPost si inserisce nel palinsesto proposto dalla Rete delle Biblioteche Vicentine con un ciclo di quattro incontri, curati da Goodnet, intitolati “SpritzNews – I fatti della settimana”, in programma ogni sabato, alle ore 11, dal 9 al 30 maggio.

A commentare le notizie più importanti della settimana due giornalisti d’eccezione – Alessandra Sardoni di La7Dario Di Vico del Corriere della Sera – che guideranno il pubblico rigorosamente online. Ogni appuntamento avrà la durata di un’ora e sarà suddiviso in quattro blocchi per altrettante sezioni tematiche: esteri, politica italiana, economia/cultura, con un focus dedicato al covid-19.

Gli eventi sono aperti a tutti, previa registrazione cliccando qui (bit.ly/spritznews2020)

La rinascita della ristorazione. Sabato 2 maggio confronto tra chef, produttori ed esperti

Promosso da Venezie a Tavola e da ItalyPost, sabato 2 maggio alle ore 11 si terrà un serrato confronto sulle prospettive della ristorazione di qualità nel dopo Covid. Un tema caldissimo perché, sia che le aperture possano essere il 18 maggio o il 1 giugno, un intero settore rischia il collasso. Quanti ristoranti di qualità saranno in grado di riaprire e reggeranno l’urto? Come si gestiranno le misure di sicurezza e queste saranno tali da permettere la sostenibilità dell’attività economica dei ristoranti? Quali percorsi di cambiamento dovrà affrontare il mondo, fino all’altro ieri dorato, dei ristoranti stellati?

Sono solo alcuni degli interrogativi ai quali proveranno a rispondere Enrico Berto, amministratore delegato Berto’s,  Sandro Boscaini, presidente Masi Agricola, Marco Colognese, critico enogastronomico e collaboratore Venezie a Tavola, Alessandro Dal Degan, chef La Tana Gourmet, Dimitri Mattiello, chef Casa Dimitri, Claudio Melis, chef InViaggio e Tree Brasserie, Silvia Moro, chef Hotel Ristorante Aldo Moro, Giorgio Polegato, presidente Astoria Vini e Andrea Valentinetti, chef Radici Terra e Gusto.  Concluderà l’incontro in streaming video – condotto da Giulia Lucchini di VeneziePost e Filiberto Zovico, fondatore di ItalyPost – Luigi Costa, direttore Venezie a Tavola. La partecipazione è naturalmente gratuita, ma è necessaria la registrazione cliccando qui.

Sabato 25 aprile il convegno “Dall’overtourism al lockdown: come affrontare il turismo che verrà

Come il lockdown ha cambiato e cambierà il turismo a livello globale? Con quali conseguenze per il nostro Paese? Come sti stanno organizzando gli operatori e gli enti predisposti alla valorizzazione turistica? Sono questi alcuni degli interrogativi che saranno affrontati nell’evento che si svolgerà obbligatoriamente online sabato 25 aprile, ore 11-12.15, dal titolo “Dall’overtourism al lockdown: come affrontare il turismo che verrà”

Promosso da ItalyPost e Starting4, l’incontro sarà introdotto da Claudio De Monte Nuto, esperto di marketing turistico, presidente Consorzio Starting 4 e Openmind Travel, e vedrà gli interventi di Silvia Borsotti, co-founder, president e direttrice generale Meet Hostel, Enrico Caracciolo, direttore Itinerari e Luoghi, Giancarlo Carniani, albergatore e Italian Analyst di PhoCusWright, Riccardo Dalla Torre, direttore Fondazione Think Tank Nordest, Martha Friel, docente di Management del turismo Università IULM, Lucio Gomiero, amministratore delegato Gruppo PromoTurismo FVG, Ida Poletto, presidente Abano Ritz Spa Hotel Italy, Stefano Ravelli, direttore Azienda per il Turismo Valsugana e Cristina Rore, albergatrice, vicepresidente Consorzio turistico di Saint Vincent. A condurre l’incontro sarà Filiberto Zovico, fondatore ItalyPost

Per seguire l’incontro sarà sufficiente registrarsi cliccando qui

Premio Galileo, sabato 28 gli autori finalisti presentano (online) i loro libri

Appuntamento da non perdere, sabato 28 marzo alle ore 11, per tutti gli appassionati di divulgazione scientifica: il Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica conclude il tour di presentazione della XIV edizione con un webinar online (inizialmente previsto a Padova, città natale del Premio) attraverso cui sarà possibile conoscere e dialogare direttamente con gli autori finalisti dell’edizione 2020 del Premio, la cui Giuria Scientifica è presieduta dall’immunologo Alberto Mantovani, direttore scientifico di Humanitas.

Dopo le tappe del tour nelle cornici della Fondazione Corriere della Sera a Milano e del Circolo dei Lettori di Torino, l’appuntamento conclusivo si terrà alle ore 11 di sabato 28 marzo: la partecipazione all’incontro è libera, ma è necessario registrarsi (bit.ly/onlinegalileo)

Parteciperanno all’incontro Guido Barbujani e Andrea Brunelli, co-autore de Il giro del mondo in sei milioni di anni (il Mulino, 2018), Francesca Buoninconti, autore di Senza confini. Le straordinarie storie degli animali migratori (Codice Edizioni, 2019), Giulio Cossu, autore de La trama della vita. La scienza della longevità e la cura dell’incurabile tra ricerca e false promesse (Marsilio Editori, 2018), Anna D’Errico, autore de Il senso perfetto. Mai sottovalutare il naso (Codice Edizioni, 2019), e Carola Frediani, autore di Cybercrime. Attacchi globali, conseguenze locali (Hoepli, 2019). L’incontro sarà condotto da Silvia Bencivelli, giornalista, saggista, conduttrice radiofonica e televisiva, nonché membro della Giuria scientifica del Premio.

Borse di soggiorno per partecipare all’Academy di Vicenza Città Impresa – Festival delle Imprese Champions

Sono aperte le candidature per le borse di soggiorno per partecipare al progetto Academy di Vicenza Città Impresa-Festival delle Imprese Champions, in programma a Vicenza da giovedì 2 a domenica 5 aprile 2020. La Festival Città Impresa Academy è aperta a studenti dei corsi di laurea triennale, specialistica, master e dottorato di tutte le università italiane.

Festival Città Impresa è promosso da ItalyPost L’Economia del Corriere della Sera, con la copromozione di Comune di Vicenza e la collaborazione della Commissione Europea. Il Festival è diretto da Raffaella Polato, inviato speciale de L’Economia del Corriere della Sera.

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