Per il Premio Galileo 150 titoli in gara. «C’è bisogno di capire la scienza»
di N.M.I., Il Mattino di Padova
Come ogni gennaio, riparte da Padova il premio letterario Galileo dedicato alla divulgazione scientifica, con quest’anno una motivazione in più, segnalata con forza nella conferenza stampa inaugurale sia della presidente della Giuria, l’ex ministro e docente di Bioingegneria industriale alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, Maria Chiara Carrozza, sia dal rettore dell’Università di Padova Rosario Rizzuto. La crisi pandemica ha evidenziato un bisogno di scienza vera, ma anche un bisogno di conoscenza vera di ciò che la scienza è. Perché -secondo Maria Chiara Carrozza- pendere dalle labbra degli scienziati non è l’atteggiamento giusto. Per fare scelte consapevoli bisogna capire quello che gli scienziati dicono, non aspettare il loro responso finale e per fare questo bisogna accentuare il ruolo della divulgazione: «Credo più nella spiegazione» dice l’ex ministro «che nella coercizione». E in questo i quindici anni di vita del Premio Galileo aiutano. «La scienza è l’unico ancoraggio certo che abbiamo per affrontare la pandemia in corso» le parole del rettore Rizzuto «e proprio per questo la divulgazione scientifica è sentita oggi da tutti come centrale per formare una coscienza scientifica collettiva. È urgente farlo e avere già una manifestazione come questa in campo è un aiuto essenziale». Per il mondo scientifico ma non solo. Soprattutto per i cittadini che vogliono fare scelte ragionate. Del resto «quando il Premio Galileo è partito, la divulgazione scientifica in Italia» ricorda all’assessore alla Cultura del Comune di Padova Andrea Colasio «era estremamente sottovalutata, al contrario di quanto avveniva nei paesi anglosassoni, all’edizione in corso invece partecipano 150 libri di 72 editori ed è un grande segno di crescita». Fra questi 150 libri in gara martedì prossimo la giuria tecnica, composta da cinque docenti di cinque diverse Università italiane e cinque giornalisti specializzati in divulgazione scientifica, sceglierà la cinquina di finalisti. Mentre a indicare il vincitore finale sarà come al solito una giuria esterna di duecento studenti, anche quest’anno scelti tra gli universitari che chiederanno di partecipare. Negli anni il Galileo ha premiato la vecchia guardia della divulgazione scientifica italiana e internazionale, da Frans de Waal a Luigi Luca Cavalli Sforza, da Andrea Frova a Piergiorgio Odifreddi, ma è anche stato capace di individuare precocemente, premiandole, le nuove star della divulgazione come Carlo Rovelli e Stefano Mancuso. È – ricorda Filiberto Zovico, fondatore ItalyPost, che organizza il Premio assieme a Comune Università di Padova – la logica opposta a quella del talk show televisivo, che riduce la scienza a chiacchiera. Il Galileo 2021 sarà consegnato, alla fine di un lungo percorso che prevede anche un tour dei cinque finalisti, il 14 maggio, si spera in presenza al centro San Gaetano di Padova che è la sua storica sede. Il tutto all’interno della Settimana della Scienza e Innovazione, ricco calendario di eventi a carattere scientifico in programma dal 10 al 16 maggio 2021.