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Rassegna stampa

Calabrò: «Categorie unite e comunità aperte le vie del futuro»

Il Giornale di Vicenza

Come navigano le imprese nel mare tempestoso del cambiamento? Con la consapevolezza che la salvezza sta nella «comunità aperta» e nella «collaborazione», anche tra rappresentanze degli interessi. Si è concluso ieri il “Make in Italy Festival” che ha radunato per tre giorni al Castello di Thiene esperti di primo piano per esplorare il futuro dell’artigianato e della piccola impresa italiana, che sempre più si lega al mondo delle tecnologie digitali e al saper fare sostenibile.

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10 Giugno 2019
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La Pedemontana unirà le relazioni di un’unica città
Alessandra Dall’Igna / Il Giornale di Vicenza

A pochi giorni dall’inaugurazione del primo tratto della Pedemontana Veneta, il “Make In Italy Festival” punta i riflettori sul ruolo strategico che tale arteria avrà nel creare una nuova metropoli veneta.

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8 Giugno 2019
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Il futuro in Pedemontana Una sfida per le aziende
Alessandra Dall’Igna / Il Giornale di Vicenza
Sostenibile, digitale e creativa: l’impresa artigiana torna ad essere la protagonista indiscussa della seconda edizione di Make in Italy Festival, in programma a Thiene da venerdì 7 a domenica 9 giugno. Una tre giorni di talk, seminari e dibattiti sul futuro dell’artigianato e della piccola impresa italiana: dalla sostenibilità come fattore competitivo alle nuove tecnologie digitali, dal saper fare artigiano ai mestieri del futuro, dal rapporto tra imprese e territorio all’economia circolare applicata al mondo della manifattura.

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6 Giugno 2019
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Artigiani ed economia verde: torna Make in Italy

Andrea Alba / Corriere del Veneto

Ci saranno i maestri artigiani in piazza, a lavorare oro e argento, ceramica e pietra. Ci saranno mostre di creatività al Castello Colleoni, con vecchi manichini recuperati e rimodellati da piccole manifatture locali assieme a vestiti che sono pezzi unici.

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5 Giugno 2019
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Galileo Festival fa il pienone «Lo vogliamo raddoppiare»

Il Mattino di Padova / di Claudio Malfitano

Il “Galileo Festival” verso il raddoppio: da una a due settimane di scienza e innovazione in città. Almeno secondo le intenzioni dell’assessore alla cultura Andrea Colasio, che ha utilizzato la “massa critica” dell’iniziativa (creata da ItalyPost assieme all’ateneo e agli altri enti cittadini) per rilanciare l’omonimo premio letterario, che viveva un momento di “stanca” e che è stato vinto da Cristina Cattaneo. «La cosa positiva di questa edizione è stata la corale partecipazione di tutte le istituzioni di ricerca della città», ha detto l’esponente di giunta. Read more

13 Maggio 2019
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“Naufraghi” di Cristina Cattaneo Al Galileo vince la scienza etica

Il Mattino di Padova / Nicolò Menniti-Ippolito

L’immagine più bella è dopo, quando il vincitore è stato annunciato, le interviste sono finite e i ragazzi si avvicinano ai finalisti del Premio Galileo e chiedono autografi sui libri, fanno fotografie, si rivolgono senza imbarazzo agli autori che hanno votato e per cui hanno anche tifato. Se si tratta di avvicinare gli studenti alle scienze, insomma, il Premio Galileo ha funzionato, anche fisicamente. Poi c’è tutto quello che viene prima.

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11 Maggio 2019
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Il territorio e l’identità che bisogna valorizzare

Il Mattino di Padova / di Riccardo Sandre

«Padova è una capitale storica dell’innovazione e la Settimana della Scienza vuole restituire al pubblico un patrimonio culturale e tecnologico che è rimasto sottotraccia per troppo tempo».

A dirlo Andrea Colasio, assessore alla cultura del Comune di Padova promotore di un evento che tra domani e il 12 maggio metterà a sistema le tante istituzioni scientifiche della città, il Premio letterario Galileo e il Festival Galileo in una settimana carica di oltre 80 eventi a cui parteciperanno più di 200 relatori nazionali e internazionali. Read more

6 Maggio 2019
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6 Maggio 2019
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Ditte tedesche in Veneto Un giro da 13 miliardi

Il Giornale di Vicenza / di Piero Erle

Cara Germania, quanto conti per il Veneto. È stata un’indagine di banca Intesa presentata a Vicenza per l’incontro “Quanto valgono le aziende tedesche in Italia e nel Nordest” – evento del Festival Città Impresa – a chiarire a suon di numeri quanto i rapporti con Berlino valgano per noi. «Spesso – spiega Fabrizio Guelpa della direzione Studi e ricerche di Intesa San Paolo, che ha curato l’indagine – si guarda alle relazioni di import-export: la Germania compra moltissime componenti dall’Italia, ad esempio per l’automotive e voi vicentini avete il distretto della concia di Arzignano che è un grande esportatore di componenti in pelle per le macchine di lusso. Quello però che abbiamo fatto vedere con questo studio è che c’è anche una presenza diretta della Germania nel nostro Paese». E i numeri sono notevolissimi. I tedeschi sono il 3° investitore assoluto in Italia, dopo Usa e Francia: «Parliamo – sottolinea Guelpa – di 1900 aziende, 168 mila persone occupate e 72 miliardi di fatturato, cifre di grande rilievo».

IL PESO DEL VENETO. È la Lombardia a fare la parte del leone, ma il Veneto gode di un record tutto suo: il Veneto infatti genera il 18% (13 mld) del fatturato sviluppato dai tedeschi in Italia, ed è la cifra record perché per gli Usa viceversa noi “contiamo” solo per il 3,2% e per la Francia per il 2,8%. Anzi, la Germania genera una percentuale maggiore di quanto non accada per la stessa Italia: il 18% – certifica lo studio di Intesa – «è superiore al dato italiano e delle multinazionali degli altri Paesi». La presenza tedesca poi ha qui dei veri campioni come Volkswagen e Porsche (vedi box) ma conta moltissimo anche in altri settori industriali e non solo nell’auto: «Le imprese tedesche – sottolinea Guelpa – incidono per il 9% del fatturato globale del settore chimico, e per il 6% di quello farmaceutico. In sostanza, alcuni nostri settori industriali sono fortemente tedeschi, anche perché sono intervenuti a sostenere aziende che altrimenti non ci sarebbero di più».

PRODUTTIVITÀ. Come detto, le imprese tedesche in Germania danno lavoro qui in Italia a 168 mila persone (grazie soprattutto alla distribuzione, ad esempio col colosso Lidl), con risultati validissimi visto che (vedi grafico) il valore aggiunto per addetto è di 464 mila euro contro i 48 mila di media del totale delle imprese italiane. «Per i tedeschi – ribadisce Guelpa – c’è grossa presenza manifatturiera, ad esempio nella meccanica, perché poi riescono a fare valere le loro capacità commerciali e vendere in giro per il mondo quello che producono qui. Più vendono, poi, più creano altra occupazione mettendo assieme profitti e crescita, ed è un vantaggio anche per il fisco italiano che incassa a sua volta le imposte sulla produzione fatta qui». Spesso acquistano aziende anche mantenendo in sella il management italiano: «Qui comprano competenze, conoscono bene il valore di addetti e manager». Lo studio di Intesa infine fotografa i fatturati oggi di aziende esistenti, ma la tendenza che si intravede è a una crescita di presenza tedesca tramite nuove acquisizioni. Il legame è sempre più stretto.

2 Aprile 2019
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Cesare De Michelis, l’editore-politico visionario attualissimo nella «sconfitta»

Corriere del veneto / *Maurizio Sacconi

Il festival Città Impresa di Vicenza si conclude oggi pomeriggio con un evento dedicato alle idee di Cesare De Michelis per Venezia, per le Venezie. Il grande editore ha amato la sua terra di adozione dedicandovi, in simbiosi con il fratello Gianni, lunghi anni di impegno civile e politico. In particolare, fu vicepresidente del Consorzio Expo 2000 e poi, dopo la mancata assegnazione, presidente della associazione «Venezia 2000» che tentò di riproporre i progetti che molte delle migliori intelligenze nazionali avevano elaborato. Se ricordo bene, lo stesso Cacciari, ostile all’Expo, disse che per realizzare quelle condivisibili soluzioni logistiche non sarebbe stata necessaria la data catenaccio dell’esposizione universale. Non se ne fece nulla se si eccettuano la rivitalizzazione dell’aeroporto e la viabilità connessa. In realtà, i fratelli De Michelis erano convinti del contrario. Solo la prospettiva di un grande evento avrebbe potuto mobilitare risorse e volontà per una terza fase dello sviluppo delle Venezie dopo quelle della povertà rurale e del miracolo industriale diffuso.

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31 Marzo 2019
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