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Rassegna stampa

Galileo Festival fa il pienone «Lo vogliamo raddoppiare»

Il Mattino di Padova / di Claudio Malfitano

Il “Galileo Festival” verso il raddoppio: da una a due settimane di scienza e innovazione in città. Almeno secondo le intenzioni dell’assessore alla cultura Andrea Colasio, che ha utilizzato la “massa critica” dell’iniziativa (creata da ItalyPost assieme all’ateneo e agli altri enti cittadini) per rilanciare l’omonimo premio letterario, che viveva un momento di “stanca” e che è stato vinto da Cristina Cattaneo. «La cosa positiva di questa edizione è stata la corale partecipazione di tutte le istituzioni di ricerca della città», ha detto l’esponente di giunta. Read more

13 Maggio 2019
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“Naufraghi” di Cristina Cattaneo Al Galileo vince la scienza etica

Il Mattino di Padova / Nicolò Menniti-Ippolito

L’immagine più bella è dopo, quando il vincitore è stato annunciato, le interviste sono finite e i ragazzi si avvicinano ai finalisti del Premio Galileo e chiedono autografi sui libri, fanno fotografie, si rivolgono senza imbarazzo agli autori che hanno votato e per cui hanno anche tifato. Se si tratta di avvicinare gli studenti alle scienze, insomma, il Premio Galileo ha funzionato, anche fisicamente. Poi c’è tutto quello che viene prima.

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11 Maggio 2019
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Il territorio e l’identità che bisogna valorizzare

Il Mattino di Padova / di Riccardo Sandre

«Padova è una capitale storica dell’innovazione e la Settimana della Scienza vuole restituire al pubblico un patrimonio culturale e tecnologico che è rimasto sottotraccia per troppo tempo».

A dirlo Andrea Colasio, assessore alla cultura del Comune di Padova promotore di un evento che tra domani e il 12 maggio metterà a sistema le tante istituzioni scientifiche della città, il Premio letterario Galileo e il Festival Galileo in una settimana carica di oltre 80 eventi a cui parteciperanno più di 200 relatori nazionali e internazionali. Read more

6 Maggio 2019
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6 Maggio 2019
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Ditte tedesche in Veneto Un giro da 13 miliardi

Il Giornale di Vicenza / di Piero Erle

Cara Germania, quanto conti per il Veneto. È stata un’indagine di banca Intesa presentata a Vicenza per l’incontro “Quanto valgono le aziende tedesche in Italia e nel Nordest” – evento del Festival Città Impresa – a chiarire a suon di numeri quanto i rapporti con Berlino valgano per noi. «Spesso – spiega Fabrizio Guelpa della direzione Studi e ricerche di Intesa San Paolo, che ha curato l’indagine – si guarda alle relazioni di import-export: la Germania compra moltissime componenti dall’Italia, ad esempio per l’automotive e voi vicentini avete il distretto della concia di Arzignano che è un grande esportatore di componenti in pelle per le macchine di lusso. Quello però che abbiamo fatto vedere con questo studio è che c’è anche una presenza diretta della Germania nel nostro Paese». E i numeri sono notevolissimi. I tedeschi sono il 3° investitore assoluto in Italia, dopo Usa e Francia: «Parliamo – sottolinea Guelpa – di 1900 aziende, 168 mila persone occupate e 72 miliardi di fatturato, cifre di grande rilievo».

IL PESO DEL VENETO. È la Lombardia a fare la parte del leone, ma il Veneto gode di un record tutto suo: il Veneto infatti genera il 18% (13 mld) del fatturato sviluppato dai tedeschi in Italia, ed è la cifra record perché per gli Usa viceversa noi “contiamo” solo per il 3,2% e per la Francia per il 2,8%. Anzi, la Germania genera una percentuale maggiore di quanto non accada per la stessa Italia: il 18% – certifica lo studio di Intesa – «è superiore al dato italiano e delle multinazionali degli altri Paesi». La presenza tedesca poi ha qui dei veri campioni come Volkswagen e Porsche (vedi box) ma conta moltissimo anche in altri settori industriali e non solo nell’auto: «Le imprese tedesche – sottolinea Guelpa – incidono per il 9% del fatturato globale del settore chimico, e per il 6% di quello farmaceutico. In sostanza, alcuni nostri settori industriali sono fortemente tedeschi, anche perché sono intervenuti a sostenere aziende che altrimenti non ci sarebbero di più».

PRODUTTIVITÀ. Come detto, le imprese tedesche in Germania danno lavoro qui in Italia a 168 mila persone (grazie soprattutto alla distribuzione, ad esempio col colosso Lidl), con risultati validissimi visto che (vedi grafico) il valore aggiunto per addetto è di 464 mila euro contro i 48 mila di media del totale delle imprese italiane. «Per i tedeschi – ribadisce Guelpa – c’è grossa presenza manifatturiera, ad esempio nella meccanica, perché poi riescono a fare valere le loro capacità commerciali e vendere in giro per il mondo quello che producono qui. Più vendono, poi, più creano altra occupazione mettendo assieme profitti e crescita, ed è un vantaggio anche per il fisco italiano che incassa a sua volta le imposte sulla produzione fatta qui». Spesso acquistano aziende anche mantenendo in sella il management italiano: «Qui comprano competenze, conoscono bene il valore di addetti e manager». Lo studio di Intesa infine fotografa i fatturati oggi di aziende esistenti, ma la tendenza che si intravede è a una crescita di presenza tedesca tramite nuove acquisizioni. Il legame è sempre più stretto.

2 Aprile 2019
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Cesare De Michelis, l’editore-politico visionario attualissimo nella «sconfitta»

Corriere del veneto / *Maurizio Sacconi

Il festival Città Impresa di Vicenza si conclude oggi pomeriggio con un evento dedicato alle idee di Cesare De Michelis per Venezia, per le Venezie. Il grande editore ha amato la sua terra di adozione dedicandovi, in simbiosi con il fratello Gianni, lunghi anni di impegno civile e politico. In particolare, fu vicepresidente del Consorzio Expo 2000 e poi, dopo la mancata assegnazione, presidente della associazione «Venezia 2000» che tentò di riproporre i progetti che molte delle migliori intelligenze nazionali avevano elaborato. Se ricordo bene, lo stesso Cacciari, ostile all’Expo, disse che per realizzare quelle condivisibili soluzioni logistiche non sarebbe stata necessaria la data catenaccio dell’esposizione universale. Non se ne fece nulla se si eccettuano la rivitalizzazione dell’aeroporto e la viabilità connessa. In realtà, i fratelli De Michelis erano convinti del contrario. Solo la prospettiva di un grande evento avrebbe potuto mobilitare risorse e volontà per una terza fase dello sviluppo delle Venezie dopo quelle della povertà rurale e del miracolo industriale diffuso.

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31 Marzo 2019
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«La Cina? È opportunità Non le siamo subalterni»

Il Giornale di Vicenza

Un secondo “piano Marshall” ma più ad est, molto più ad est. A paragonare la “Nuova via della seta” di iniziativa cinese al programma di ricostruzione dell’Europa finanziato settant’anni fa dagli Usa è il direttore della Fondazione Italia-Cina e già ambasciatore in Giappone e Brasile Vincenzo Petrone.
Un accostamento con cui l’ex responsabile dell’unità di crisi della Farnesina, ieri mattina a palazzo Chiericati per il convegno del Festival Città Impresa “Le relazioni con la Cina e i riflessi per il Nord Est”, ha voluto sottolineare le grandi opportunità che la partnership economica tra la terra del Dragone e il vecchio continente può offrire. «Siamo in grado di estrarre un’incredibile quantità di valore e abbiamo la possibilità di ribaltare i rapporti di forza economica», assicura Petrone, tra i relatori assieme a Gregorio De Felice e Zeno D’Agostino. Il riferimento, nel dialogo con il direttore del “Mattino di Padova” Paolo Possamai, è agli alleati europei che, «inutile girarci intorno, prendono le decisioni: Francia e Germania».

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31 Marzo 2019
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Moavero lancia la sfida «Europa da ripensare»

Il Giornale di Vicenza / di Alessia Zorzan

Un’Europa da cui non si può prescindere, ma che necessita «di un tagliando». Il ministro degli Affari esteri Enzo Moavero Milanesi lancia da Vicenza l’idea di una riforma dell’Europa per avvicinarla al mondo reale. Il palco è quello del Festival Città Impresa dove il titolare della Farnesina si è trovato a discutere su limiti e aspettative sovranazionali con Luciano Vescovi, presidente di Confindustria Vicenza, Agostino Bonomo di Confartigianato Veneto e Alessandro Conte di Cna Veneto. Dibattito moderato dalla giornalista Alessandra Sardoni.

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31 Marzo 2019
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Green Week, futuro più pop: un villaggio verde

Il Trentino / di Luca Marognoli

Una manifestazione che sia più “pop”, senza perdere la sua identità di grande agorà scientifica con il contributo di ospiti ed esperti di primo piano. La “Green Week” sta crescendo a ritmo costante – quest’anno ha raggiunto le 15 mila presenze, delle quali 3-4 mila trentine – ma ora punta al salto di qualità. Come? Abbinando alle conferenze del Festival della Green Economy, che hanno registrato quasi tutte il sold-out, e al propedeutico tour alla scoperta delle “Fabbriche della Sostenibilità”, che quest’anno ha abbracciato trenta realtà non solo di Trentino, Veneto e Friuli Venezia Giulia ma anche di Lombardia ed Emilia, una dimensione di esperienza diretta – sul campo, anzi in piazza – dei benefici applicativi delle innovazioni in questo settore decisivo per lo sviluppo in un futuro sempre più prossimo.

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5 Marzo 2019
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Concia, la sostenibilità dalla chimica alla pelle

Il Giornale di Vicenza / di Cinzia Zuccon

Non c’è alternativa alla sostenibilità della concia. Normative ambientali sempre più stringenti, cittadini sempre più attenti, ma soprattutto clienti internazionali delle concerie – nella moda, automotive, arredo casa – che pretendono standard elevatissimi di sostenibilità: le concerie che non si adeguano vanno fuori dal mercato.

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27 Febbraio 2019
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